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Cinque pilastri irrinunciabili della cura di sé, che - benché plasmati sui cittadini USA - tornano senz’altro utili anche in Italia. A elargirli è la Harvard Medical School di Boston, dopo che i ricercatori della T.H. Chan School of Public Health della prestigiosa università americana hanno analizzato i dati del CDC (Center for Disease Control and Prevention) e di due studi di popolazione a lungo termine: il Nurses' Health Study e l'Health Professionals Follow-up Study. Il risultato? Sorprendente: perché dal lavoro è emerso che chi pratica cinque specifiche abitudini di vita riduce drasticamente il rischio di incorrere in malattie cardiache e cancro. E se le abitudini salutari adottabili – purché mantenute con costanza – abbondano (dal perseguire sonni ristoratori al conservare un atteggiamento positivo nei confronti dell’esistenza, dall’ esercitare resilienza di fronte alle avversità al mettere in campo la massima energia disponibile in ogni attività all’avere uno scopo di vita soddisfacente), ecco i risultati dello studio, che mette a fuoco cinque precisi comportamenti virtuosi.

Le cinque abitudini che salvano la vita
Questi gli elementi che accomunano i partecipanti sani allo studio:
1) seguono una dieta ricca di frutta e verdura, cereali integrali e acidi grassi insaturi, e povera di carni rosse e lavorate, bevande zuccherate, grassi trans e sodio;
2) non fumano;
3) ogni settimana svolgono almeno tre ore e mezza di attività fisica da moderata a sostenuta;
4) bevono poco alcol (non più di un drink al giorno per le donne, al massimo due per gli uomini)
5) mantengono un indice di massa corporea (BMI) sano, compreso tra 18,5 e 24,9.

La scoperta dei ricercatori è di rilievo. Perché la pratica di tutte e cinque queste abitudini a partire dai 50 anni ha dimostrato di allungare la vita di oltre un decennio a chi le esercita, rispetto a chi ha comportamenti diversi: le donne che non hanno adottato nessuna delle abitudini hanno vissuto in media 79 anni, quelle che le hanno adottate tutte e cinque fino a 93. Allo stesso modo, gli uomini che non hanno praticato queste cinque abitudini hanno vissuto in media fino a 75 anni, e quelli che le hanno praticate, invece, fino a quasi 88 anni.
Le cinque abitudini citate rientrano nel campo dell'autocura, che naturalmente non sostituisce la medicina, ma ne è un importante complemento: le abitudini che favoriscono un corpo sano costituiscono quindi un buon punto di partenza, ma gli scienziati hanno imparato che mente e corpo sono inestricabilmente legati, e che pensieri ed emozioni influenzano la salute in molti modi: lo stress continuativo, ad esempio, fa salire la pressione sanguigna; la depressione abbassa la tolleranza al dolore; la solitudine sembra essere una delle cause di morte prematura; e uno shock emotivo particolarmente forte viene spesso identificato come concausa nel caso di patologie oncologiche. Ciò significa che qualsiasi programma di vera cura di sé deve spingersi oltre queste cinque abitudini, puntando al conseguimento di un benessere psico-fisico a 360°.

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