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L’indagine è stata condotta su 3.993 donne fra i 18 e i 65 anni (e oltre), che hanno risposto a un questionario online e composto da 31 domande. “Grande Indagine sul Benessere Femminile in Italia” è uno studio che esplora come le donne italiane vivano il fitness, l’alimentazione, la salute e il rapporto con il proprio corpo. Ideatrice del progetto, Gabriella Vico, fitness coach. I risultati? Sorprendenti: la mancanza di attività fisica e l’insoddisfazione sul proprio corpo la fanno infatti da padrone. L’82,7% delle donne italiane non raggiunge infatti i 150 minuti/settimana di attività fisica raccomandati dall’OMS, e quasi una donna su due non pratica alcun tipo di movimento, mentre solo il 17% supera la soglia minima consigliata.
Un problema trasversale per età anagrafica, che risente però del fattore geografico: La mancanza di movimento interessa infatti maggiormente le donne del Sud e delle isole (rispettivamente 47.8% e 52.6%) contro il 38.4% delle donne che abitano al Nord.
Movimento e attività fisica sono inoltre visti come funzionali all’estetica, più che alla salute e al benessere corporeo: il 66.9% delle donne, infatti, pratica sport per dimagrire, e più della metà, il 52%, per tonificare, a dimostrazione che l’attività fisica rimane fortemente legata alla percezione corporea di sé e non alla salute. Solo il 29.3% del totale delle intervistate si allena per mantenere il benessere mentale o fisico, e solo il 23.8% per gestire lo stress: si tratta però di dati in aumento, che indicano come l’attività fisica inizi a essere vista sempre più come strumento di equilibrio interiore.
Inoltre, il 58,4% delle donne che compongono il campione si dichiara insoddisfatta o molto insoddisfatta del proprio corpo: solo l'1,2% è pienamente soddisfatta di se stessa. L'insoddisfazione aumenta con la sedentarietà (73% delle donne che non fanno sport), mentre raggiunge solo il 32% tra chi si allena regolarmente.

I motivi della sedentarietà
Chi non pratica attività sportiva dichiara come cause principali la mancanza di tempo (40.9%) e la mancanza di motivazione (30%), segnalando difficoltà nel rendere l’allenamento una priorità personale. Il numero di figli influenza l’attività sportiva: è attivo il 52.4% delle donne con almeno tre figli, contro il 37.9% di coloro che non ne hanno. La disoccupazione rende inoltre lo sport un lusso, anche se la volontà c’è.
In tutto ciò, la maggior parte delle donne (63,9%) non si avvale di un supporto professionale: solo il 12,3% ha un personal trainer, e solo il 20,1% si fa seguire da un nutrizionista: la mancanza di aiuto concreto crea solitudine, e porta la maggior parte delle donne ad abbandonare le buone abitudini alle prime difficoltà.
“Tre donne su quattro non hanno mai seguito un programma di allenamento personalizzato, ma dall’indagine risulta che sei su 10 vorrebbero, per raggiungere i propri obbiettivi commenta la Vico - L’attività fisica è la prima medicina per il nostro fisico. Il corpo umano è fatto per muoversi: se siamo sedentarie il metabolismo rallenta, la circolazione ristagna e gli ormoni si squilibrano. Con questa indagine spero di poter motivare sempre più donne a adottare uno stile di vita attivo e sano, basato su attività fisica costante e alimentazione bilanciata”.

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