Nel mondo le persone con problemi di salute mentale - in testa ansia e depressione - sono più di un miliardo. I suicidi a causa del disagio mentale ogni anno sono 700mila. Il 4,4% della popolazione mondiale è affetto da ansia, il 4% da depressione, l’1,2% da “disabilità mentale” e l’1,1% da ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività). Eppure, a fronte di numeri a dir poco allarmanti, i bilanci sanitari dei Paesi destinano alla salute mentale uno scarso 2% del totale stanziato.
I dati – sconfortanti – sono tratti da due rapporti pubblicati dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità): il World mental health today e il Mental health atlas 2024. “La salute mentale è una componente essenziale della salute, del benessere e dello sviluppo sostenibile. Tuttavia, rimane uno dei settori più trascurati della sanità pubblica e dell'erogazione dei servizi sanitari. Le crisi in corso, le incertezze socioeconomiche e le pressioni sui giovani hanno solo accentuato l'urgenza di agire” commenta Tedros Adhanom Ghebreyesus, Direttore Generale dell’OMS. Che prosegue: “Raccomando questo aggiornamento a tutti – Governi, professionisti sanitari, ricercatori e società civile – e ne incoraggio l'uso per promuovere il cambiamento trasformativo di cui abbiamo bisogno. Che serva non solo come rapporto sullo stato attuale, ma anche come catalizzatore per un impegno più forte, investimenti più intelligenti e politiche di salute mentale più eque. Come ho affermato molte volte in passato, non c'è salute senza salute mentale”. Anche perché, conclude il Direttore Generale OMS, “trasformare i servizi di salute mentale è una delle sfide più urgenti per la salute pubblica”.
Il report World Mental Health today
Il primo dei due report va subito in medias res: “Le esigenze in materia di salute mentale sono elevate, ma le risposte sono insufficienti e inadeguate – si legge - … Oltre un miliardo di persone convivono con un disturbo mentale, ma la maggior parte di esse continua a non ricevere cure adeguate. I disturbi mentali sono una delle principali cause di disabilità e le conseguenze economiche sono sconcertanti. Le gravi lacune in termini di risorse, personale e qualità dell'assistenza lasciano la maggior parte delle persone senza un sostegno adeguato”.
I dettagli? Eccoli: “La prevalenza dei diversi disturbi mentali varia a seconda del sesso, con le donne complessivamente le più colpite. Sia negli uomini che nelle donne, i disturbi d'ansia e i disturbi depressivi sono i più comuni. Più di un miliardo di persone in tutto il mondo convivono con un disturbo mentale. Il suicidio colpisce persone di tutti i Paesi e contesti ed è una delle principali cause di morte tra i giovani. A livello globale, il suicidio rappresenta più di un decesso su 100 e per ogni decesso ci sono 20 tentativi di suicidio. I disturbi mentali rappresentano un caso su 20 di anni di vita aggiustati per la disabilità (DALY) a livello globale. Sono anche la seconda causa principale di anni vissuti con disabilità (YLD), rappresentando un caso su sei di YLD a livello globale. I disturbi depressivi e d'ansia sono i principali fattori che contribuiscono agli YLD in tutte le fasce d'età (ad eccezione dei bambini di età compresa tra 0 e 5 anni) e in particolare per i giovani di età compresa tra 15 e 29 anni. La schizofrenia e il disturbo bipolare, che colpiscono rispettivamente circa un adulto su 200 e uno su 150, sono motivo di grande preoccupazione. La schizofrenia in fase acuta è considerata la patologia più invalidante tra tutte le condizioni di salute. Le persone affette da schizofrenia muoiono in media nove anni prima rispetto alla popolazione generale, spesso per malattie non trasmissibili prevenibili. Le persone affette da disturbo bipolare muoiono in media 13 anni prima. Le conseguenze economiche dei disturbi mentali sono enormi. Le perdite di produttività e altri costi indiretti per la società superano di gran lunga i costi sanitari. Dal punto di vista finanziario, la schizofrenia è il disturbo mentale più costoso per la società in termini pro capite. I disturbi depressivi e d'ansia sono meno costosi pro capite, ma poiché sono molto più diffusi, contribuiscono in modo significativo ai costi nazionali complessivi. Si stima che le perdite annuali di produttività a livello globale solo per questi due disturbi ammontino a 1.000 miliardi di dollari USA”.
Un quadro a dir poco preoccupante, dunque. Di fronte al quale il report ammonisce: “Le persone affette da disturbi mentali continuano a essere gravemente trascurate. I sistemi di salute mentale in tutto il mondo sono caratterizzati da grandi disparità e squilibri in termini di risorse, servizi, informazioni e ricerca, nonché di governance, soprattutto nei paesi a basso reddito. Spesso altre patologie hanno la priorità rispetto alla salute mentale e, all'interno dei bilanci destinati alla salute mentale, l'assistenza sanitaria mentale a livello comunitario è costantemente sottofinanziata”. Un solo dato significativo? Meno di una persona su dieci (9%) affetta da disturbo depressivo maggiore riceve un trattamento minimamente adeguato.
Quanto alle differenze di genere, "I disturbi depressivi e d'ansia sono più comuni tra le donne rispetto agli uomini nel corso della vita, mentre gli uomini hanno molte più probabilità di avere disturbi dello sviluppo intellettivo (idiopatici), disturbi dello spettro autistico, disturbi della condotta e ADHD", si legge nel rapporto. Tra le donne ha un disturbo mentale il 14,8% del totale, contro il 13% degli uomini.
Il Mental health atlas 2024
L'Atlante della salute mentale OMS è invece un'indagine periodica su politiche, programmi, leggi, sistemi informativi, finanziamenti, forza lavoro e servizi dei Paesi in materia di salute mentale. L'edizione 2024, la settima di una serie iniziata nel 2001, si basa sui dati di 144 paesi e include diversi nuovi indicatori sulla fornitura di servizi, tra cui la telemedicina e la salute fisica, l'assistenza basata sulla comunità e il monitoraggio dei dati. Quest'ultimo rapporto fornisce una panoramica dei sistemi e dei servizi di salute mentale a livello globale, traccia i progressi compiuti verso il raggiungimento degli obiettivi del Piano d'azione globale per la salute mentale 2013-2030 dell'OMS e identifica le principali lacune nello sviluppo dei servizi di salute mentale in tutto il mondo.






