C’è la storia di Carla, che si dedica all’arrampicata sportiva. Quella di Paolo, che ha imparato a volare con il suo simulatore. Quella di Valentina, che è diventata mamma, e quella di Massimiliano, che diffonde musica e idee nuove alla radio. Sono loro i protagonisti delle pubblicità e dello spot sociale con le voci di Claudio Bisio e Lella Costa che andrà in onda nel 2025 (per vederlo, cliccare QUI).
La campagna istituzionale, messa a punto dalla Confederazione Parkinson Italia, fa emergere con chiarezza il concetto secondo cui il Parkinson è “Una malattia che è cento malattie”: accanto al tremore – forse il sintomo più conosciuto – ne esistono infatti più di altri 40 che si combinano tra loro in modo e con intensità differente in ogni persona e che possono influire sull’umore, sul sonno o sulla digestione.
Identikit del Parkinson
In Italia, si contano 300mila pazienti, e il Parkinson è la malattia neurologica a più rapida crescita, con una prevalenza raddoppiata negli ultimi 25 anni. Si stima che l’indicatore della gravità globale di malattia (DALY, Disability-Adjusted Life Years) sia cresciuto dell’81% in soli 20 anni.
In realtà gli addetti ai lavori affermano che nel nostro Paese ci sono “almeno 300 mila Parkinson, al plurale, uno per ciascun paziente”. Infatti, accanto al tremore, di gran lunga il sintomo più conosciuto, ne esistono altri - oltre 40 - che si combinano tra di loro in modo e con intensità differente in ogni persona. Ne possono risentire così l’umore, il sonno e la digestione, ma in tutti i casi emerge un punto fermo: la voglia di reagire alla malattia.
Oltre il tremore
La maggior parte delle persone sottovaluta la complessità del Parkinson e lo etichetta come “malattia del tremore”: una semplificazione che la nuova campagna punta a sfatare. “Ancora oggi c’è molta confusione sul Parkinson e si pensa che le sue uniche conseguenze siano i tremori, i problemi di movimento e di equilibrio. False convinzioni con cui io stesso mi sono scontrato quando - dopo la diagnosi - ho sperimentato le tante e diverse manifestazioni della malattia qui – commenta Giangi Milesi, Presidente Confederazione Parkinson Italia – Eppure, in questa molteplicità di situazioni c’è un minimo comune denominatore: la voglia di reagire e di perseguire i proprio obiettivi di vita e le proprie passioni. Da qui la scelta di dar vita a una campagna istituzionale che grazie al racconto di storie vere di reazione possa rivelare i tanti, diversi volti del Parkinson e sfatare così i luoghi comuni che lo caratterizzano”.
Una gestione complessa
“Ad oggi la comunità medica identifica molteplici sintomi del Parkinson, che spaziano dalla rigidità muscolare alla lentezza e al tremore a riposo fino agli effetti sull’umore, sul sonno, sulla digestione, sulla pelle e sull’olfatto. Una complessità di manifestazioni che rende difficile la diagnosi e la gestione quotidiana della malattia. Come medici – afferma Paolo Calabresi, Ordinario di Neurologia, Università Cattolica e direttore della UOC Neurologia al Policlinico Universitario A. Gemelli Irccs – siamo dunque chiamati ad aiutare le persone con Parkinson a trovare la chiave giusta per poter affrontare al meglio la propria situazione. In questo senso è molto importante che i pazienti continuino a coltivare le proprie passioni e le proprie relazioni: ciò, infatti, può contribuire ad andare oltre gli ostacoli della malattia e a mantenere un atteggiamento attivo e positivo verso il futuro”.
Le storie vere
Le testimonianze della reazione di Carla, Paolo, Valentina e Massimiliano sono immortalate nelle fotografie di Giovanni Diffidenti e sono protagoniste dei soggetti pubblicitari e dello spot sociale con le voci di Claudio Bisio e Lella Costa che andrà in onda nel 2025.
La campagna della Confederazione Parkinson Italia è stata sviluppata dai creativi Roberto Caselli, che convive lui stesso con il Parkinson da 16 anni, e da Elisa Roncoroni: “C’è Carla che sfida i limiti dell’altezza e del Parkinson con l’arrampicata sportiva, mentre Paolo usa il simulatore di volo per librarsi sempre più in alto. Valentina si accarezza la pancia durante la maternità, mentre Massimiliano guarda dritto negli occhi, senza paura, la malattia. Per portare alla luce i veri, molteplici volti del Parkinson e sfatare i falsi miti che lo accompagnano abbiamo scelto di concentrarci su ciò che li accomuna tutti. Ci siamo dunque focalizzati su storie vere di coraggio e di reazione dei pazienti per mostrare la vera natura della malattia e restituirne la complessità”.
“Le malattie neurodegenerative come il Parkinson sono al centro dell’impegno di Zambon per migliorare la qualità di vita di chi è costretto a conviverci. In questo senso - dichiara Rossella Balsamo, Medical Affairs & Regulatory Zambon Italia e Svizzera, l’azienda che supporta in modo non vincolante la campagna - si inserisce il nostro lavoro a fianco delle associazioni pazienti per identificare strumenti e servizi in grado di alleviare l’impatto delle malattie. Siamo quindi molto orgogliosi di supportare la Confederazione Parkinson Italia in questa campagna istituzionale che, facendo chiarezza sui veri volti del Parkinson, restituisce il reale impatto della patologia”.






