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La colazione è spesso considerata il pasto fondamentale della giornata, in grado di interrompere il digiuno notturno e di far ripartire il metabolismo, fornendo circa il 20% delle calorie giornaliere. Sappiamo anche, dai nutrizionisti, che per essere veramente efficace una colazione equilibrata dovrebbe combinare proteine - per garantire un senso di sazietà prolungato, grassi buoni - per un apporto energetico costante, carboidrati complessi e fibre: per fornire energia senza eccessivi sbalzi glicemici.
Anche sulla colazione, ovviamente, il dibattito è ampio: chi la preferisce dolce e chi – proprio per evitare i picchi glicemici e un rilascio calorico più costante fino al pranzo, senza impennate del famigerato cortisolo – salata, chi non può farne a meno e chi la salta a piè pari in nome del discusso “digiuno intermittente” (che alla luce di un recente studio dell’American Heart Association sarebbe però colpevole di far aumentare addirittura del 91% il rischio cardiovascolare in chi lo pratica).

Gli italiani e la prima colazione
Sia come sia, come se la cavano gli italiani con il primo pasto della giornata? E soprattutto, l’immagine del connazionale medio che agguanta la giacca sorbendo al volo la tazzina di caffè come unico corroborante mattutino senza uno straccio di cibo di accompagnamento, è mito o realtà?
A rispondere provvede l’Istat, con un interessante contributo video della serie “Luoghi comuni” dedicato, appunto, alla prima colazione nazionale. Che chiarisce, innanzitutto, come la “tazzulilla ‘e cafè” al volo sulla soglia di casa sia un mito a tutti gli effetti. Perché - opportunamente interrogato - l’80,1% degli italiani dichiara tranquillamente di fare in realtà ogni giorno una colazione nutriente, che comprende una bevanda calda – caffelatte, the o caffè – accompagnata da un alimento “nutriente” che può variare dal latte ai biscotti alla brioche.
Le più attrezzate su questo fronte sono le donne, tra cui si registrano le percentuali maggiori di colazione nutrizionalmente appropriata, affiancate dai connazionali del Centro Nord, che guidano la classifica italiana della buona colazione con percentuali superiori all’80%, in calo consistente nel Sud e nelle Isole.
Ma non è tutto oro quel che luccica. Perché – afferma Istat – chi salta del tutto la colazione del mattino è in consistente aumento, con percentuali che salgono dal 7,6% registrato nel 1996 al 9,4% del 2025.
Ma chi è a saltare il primo pasto della giornata, ritenuto irrinunciabile dalla maggior parte dei nutrizionisti? Innanzitutto i giovani: nella fascia d’età 11-34 anni, la percentuale di chi non fa colazione è infatti aumentata dal 7,6% del 1994 al 15% del 2025, con un raddoppio quasi secco che si registra – e qui qualche domanda è d’obbligo – anche tra i bambini di età compresa tra i 3 e i 10 anni.
In parallelo crolla il consumo mattutino di latte, che scende dal 57% dei consumatori quotidiani nel 1996 al 42,5% del 2025, con una riduzione del 25% anche tra i bambini di età compresa tra 3 e 10 anni. Cosa si mangia, al posto del latte? Semplice: biscotti, brioche e fette biscottate, tutti prodotti in crescita. Mentre tra i più piccoli (3-5 anni) prendono prepotentemente piede succhi di frutta, yogurt e cereali. Anche nel breakfast, insomma, ci stiamo americanizzando un po'.

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