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Sul fronte dell’obesità infantile le cose non migliorano: rispetto alle stime degli anni precedenti, in quasi tutti i Paesi partecipanti alla sorveglianza non si sono registrate riduzioni dei livelli di sovrappeso e obesità, il che dimostra come queste due condizioni continuino a rappresentare un importante problema di salute pubblica. L’eccesso ponderale, infatti, è tra le principali cause di morte e disabilità nella Regione europea dell’OMS, in quanto aumenta il rischio di molte patologie non trasmissibili come malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2 e tumori, e causa più di 1,2 milioni di decessi all'anno.
L’Italia partecipa al COSI (Childhood Obesity Surveillance Initiative), che ha coinvolto 470.000 bambini nelle scuole primarie di 37 Paesi della Regione Europea OMS, attraverso i dati della sorveglianza in età pediatrica OKkio alla SALUTE, coordinata dal CNaPPS (Centro Nazionale per la Prevenzione delle Malattie e la Promozione della Salute) dell’ISS (Istituto Superiore di Sanità), designato WHO Collaborating Centre sull’obesità infantile.
E nel frattempo a Lisbona, nel novembre scorso, si è svolto il workshop "Prevention Across Europe: Sharing Experiences from Different EU Joint Actions", con l’obiettivo di contribuire alla questione dell’obesità infantile esaminando come le iniziative, le politiche e gli strumenti esistenti a livello europeo possano supportare gli Stati membri nella promozione della salute e nella prevenzione dell’obesità infantile. L’evento, organizzato dall’Istitito Superiore di Sanità (ISS), si è svolto nell’ambito della Joint Action europea Health4EUkids. Per approfondire cliccare QUI. 

L'allarme del WHO/Europe fact sheet
I risultati 2022-2024 presentati nella nuova scheda informativa dell'OMS/Europa basata sul 6° ciclo dell'Iniziativa europea di sorveglianza dell'obesità infantile (COSI) dell'OMS rivelano tendenze preoccupanti nella prevalenza del sovrappeso e dell'obesità tra i bambini di età compresa tra 7 e 9 anni in tutta la Regione europea dell'OMS. Rispetto alle stime precedenti, la grande maggioranza dei Paesi partecipanti non è riuscita a ridurre i livelli di sovrappeso e obesità. Anzi, nei Paesi in cui si sono verificati cambiamenti, gli aumenti dei livelli di obesità sono stati più comuni delle diminuzioni. L'indagine è stata effettuata nelle scuole primarie di 37 Paesi della Regione europea dell'OMS nel periodo 2022-2024, coinvolgendo circa 470.000 bambini e bambine.
Il documento offre i primi approfondimenti post-COVID-19 sullo stato del sovrappeso e dell'obesità infantile, e sottolinea l'urgente necessità di politiche più incisive per salvaguardare i bambini da questa sfida crescente, aprendo la strada a un futuro più sano e soddisfacente per tutti.

Una panoramica regionale
Secondo il rapporto COSI Round 6, il 25% dei bambini di età compresa tra i 7 e i 9 anni è in sovrappeso e l'11% è affetto da obesità. I ragazzi sono più colpiti delle ragazze, con il 27% in sovrappeso e il 13% obeso, rispetto al 23% e al 9% rispettivamente delle ragazze. Questi risultati indicano che il sovrappeso e l'obesità rimangono problemi critici di salute pubblica nella Regione.
“Nonostante gli sforzi in corso e le discussioni ad alto livello, la prevalenza del sovrappeso e dell'obesità tra i bambini di questa fascia d'età rimane allarmante. Una sfida fondamentale è rappresentata dagli interessi commerciali che ostacolano i processi decisionali e ritardano l'attuazione di politiche forti e favorevoli alla salute. È dimostrato che politiche come le restrizioni obbligatorie alla commercializzazione di alimenti non salutari e le etichette obbligatorie sulla parte anteriore della confezione dei prodotti alimentari sono strumenti efficaci per ridurre l'obesità infantile. È necessario agire con urgenza in tutti i Paesi della Regione europea dell'OMS per salvaguardare la salute e garantire un futuro più sano alla prossima generazione”, dichiara il dottor Kremlin Wickramasinghe, Consigliere regionale OMS/Europa per la nutrizione, l'attività fisica e l'obesità.
I livelli di sovrappeso nei Paesi interessati dallo studio variano dal 9% al 42%, e quelli di obesità dal 3% al 20%. In più della metà dei Paesi, almeno un bambino su 10 è affetto da obesità. In diversi Paesi, circa un bambino su 3 - o anche di più - convive con l'obesità.
L'ultimo ciclo di raccolta dati fornisce un'importante prospettiva sullo stato del sovrappeso e dell'obesità infantile in seguito alla pandemia COVID-19.
Quattro Paesi - Finlandia, Malta, Slovenia e Svezia - hanno registrato un aumento statisticamente significativo della prevalenza dell'obesità, mentre solo San Marino ha osservato un calo. §
Per quanto riguarda il sovrappeso, quattro Paesi hanno registrato un aumento (Bulgaria, Malta, Slovenia e Svezia), mentre altri quattro hanno registrato una diminuzione (Grecia, Israele, Italia e Spagna). Ciò suggerisce che la pandemia potrebbe aver esacerbato il problema in alcune parti della Regione.
I risultati dello studio forniscono prove fondamentali per informare le politiche di salute pubblica volte a ridurre il sovrappeso e l'obesità infantile.
Tra i principali risultati si possono citare:
- La necessità di interventi personalizzati. Le significative variazioni tra i Paesi evidenziano l'importanza di strategie localizzate per affrontare le sfide specifiche delle singole popolazioni.
- Il bisogno di concentrarsi sulla prevenzione. I responsabili delle politiche dovrebbero concentrarsi sulla creazione di ambienti che promuovano un'alimentazione sana e un'ampia attività fisica sia per i bambini in tenera età che per quelli in età scolare.
- L’importanza del monitoraggio e della valutazione. Una sorveglianza continua è essenziale per monitorare i progressi, identificare le tendenze emergenti e guidare le decisioni politiche basate su dati concreti.

 “Il sovrappeso e l'obesità tra i bambini non rappresentano solo problemi di salute, ma costituiscono un problema sociale più ampio che influisce sui risultati scolastici, sulla produttività economica e sul benessere generale. Il rapporto COSI è un invito all'azione per i responsabili politici, gli operatori sanitari e gli altri stakeholder della Regione europea dell'OMS. Gli individui e le famiglie non possono affrontare questa minaccia per la salute da soli. Le politiche che rendono le scelte più sane una scelta facile sono fondamentali per arrestare l'epidemia di obesità” commenta la dott.ssa Gauden Galea, Consigliere strategico del Direttore regionale per le MNT e l'innovazione, OMS/Europa.
Il COSI è oggi la più grande iniziativa di sorveglianza dell'obesità infantile al mondo. Dal primo ciclo di raccolta dati del 2007, il COSI si è espanso notevolmente passando da 13 a 46 Paesi. Insieme, i 6 cicli di raccolta dati hanno fornito dati su un totale di circa 1,7 milioni di bambini.

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