Che lesione cutanea faccia rima con dolore non è certo una novità. E che gli infermieri esperti in wound care si adoperino in ogni modo – oltre che per prestare cure efficaci – per alleviare la sofferenza ai loro pazienti è un fatto. Che poi cerchino di conoscere e applicare nuovi approcci integrativi per la gestione del dolore nelle lesioni cutanee non è scontato, ma accade nel caso dell’ipnosi: una disciplina che si è rivelata di grande aiuto, e che AISLeC (Associazione Infermieristica per lo Studio delle Lesioni Cutanee) si sta adoperando per diffondere e far conoscere ai suoi professionisti, tanto che i laboratori didattici a tema organizzati a Padova nell’ambito del XIII Congresso Nazionale hanno fatto segnare il tutto esaurito.
“La gestione del dolore e dell’ansia durante le procedure sanitarie che evocano dolore (medicazioni di ferite cutanee, procedure invasive ambulatoriali, biopsie, mobilizzazioni) rappresenta ancora oggi un problema troppo spesso irrisolto, che viene gestito con sensibilità diverse dalle organizzazioni e dai professionisti – commenta la Presidente AISLeC Laura Stefanon - Il dolore procedurale, anche nell’ambito del wound care, è un’esperienza da gestire utilizzando in sinergia e integrazione i diversi strumenti e trattamenti disponibili”.
Dolori diversi che ritardano la guarigione
Nell’ambito del wound care (e non solo) esistono diversi tipi di dolore: il primo è il dolore nocicettivo, rappresentato dalla risposta fisiologica a uno stimolo doloroso causato da infiammazione cronica o acuta; se il dolore è cronico può determinare un aumento della sensibilità sia a livello della lesione (iperalgesia primaria) che della cute perilesionale, ovvero attorno alla lesione (secondaria). Esiste poi il dolore neuropatico, ovvero la risposta inappropriata provocata da una lesione primaria o da una disfunzione del sistema nervoso; è spesso associato a sensazioni alterate o non piacevoli, in cui un qualsiasi stimolo sensitivo può provocare un dolore intenso (e allora si parla di “allodinia”).
E non è tutto. Perché “Il dolore e lo stress sono responsabili nel ritardo della guarigione delle ferite attraverso complessi meccanismi – aggiunge la Stefanon – In generale il dolore vissuto dai pazienti durante l’esecuzione dei trattamenti sanitari ne rende difficile la gestione, riduce la compliance del paziente e costituisce un fattore stressante. Nel caso delle lesioni cutanee, il dolore procedurale deriva dal processo di trattamento locale della lesione cutanea: rimozione della medicazione, detersione o debridement, applicazione della nuova medicazione”. E se è innegabile che il dolore risenta di diversi fattori interconnessi – lo stato emotivo e psicologico del paziente, il suo livello di ansia, l’esperienza di dolore precedente, la comprensione della procedura, i fattori ambientali, il tipo di relazione e di approccio proposti dal professionista che effettua la medicazione – “Raggiungere un controllo ottimale del dolore favorisce il processo di guarigione delle lesioni cutanee” aggiunge la Presidente AISLeC.
Che questo si ottenga attraverso il trattamento farmacologico, non farmacologico o con l’integrazione delle due modalità va tarato sul paziente e sulle sue caratteristiche, cliniche e personali: “È utile identificare metodiche diverse allo scopo di diminuire o eliminare l’esperienza del dolore, ridurre il ricorso ai farmaci, migliorare la qualità di vita del paziente e, nel caso delle ferite, influenzare la cicatrizzazione e i tempi di guarigione – commenta ancora la Stefanon, sottolineando come sia utile “usare in sinergia e integrazione i diversi strumenti e trattamenti disponibili. La buona pratica clinica, nello specifico, può facilmente integrarsi con la comunicazione ipnotica, che utilizza tutta la potenza del verbale e del non verbale per ottenere nel paziente importanti modificazioni nel senso del benessere e della diminuzione della percezione del dolore”.
Su questo fronte AISLeC collabora da anni con Ipnomed, che propone un corso completo di ipnosi in tre moduli con tesi finale e conseguimento del titolo di Ipnologo Clinico.






