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La miopia è oggi uno dei temi più importanti della salute visiva in età pediatrica, e per questo è necessario raccontarla in modo che possa essere condivisa tra bambini e adulti. La nuova campagna di prevenzione visiva in età scolare, "Viaggio nell'occhio: dalla luce alla visione", organizzata da Fabiano Editore, promossa da SIOPS (Società Italiana di Oftalmologia Pediatrica e Strabismo), e realizzata con il sostegno di Hoya Vision Care Italia, mira allora a raggiungere progressivamente le scuole, i bambini e le famiglie in tutta Italia, attraverso il coinvolgimento di una rete di medici oculisti, ottici, associazioni e realtà territoriali.

Dalla luce alla visione
Tutto comincia dalla luce: quando questa colpisce un oggetto, una parte rimbalza e raggiunge i nostri occhi, permettendoci di riconoscere forme e colori. La cornea, la prima porta trasparente, contribuisce a far convergere i raggi luminosi. La pupilla regola quanta luce entra, allargandosi al buio e restringendosi quando la luce è intensa. Il cristallino cambia forma per mettere a fuoco ciò che osserviamo da vicino o da lontano. Sulla retina i coni aiutano a distinguere colori e dettagli, mentre i bastoncelli sono preziosi al buio e per percepire i movimenti. Infine, il nervo ottico porta i segnali al cervello, che li interpreta e costruisce l'immagine che vediamo.

Quando l'occhio cresce troppo in lunghezza
In un occhio privo di difetti refrattivi, i raggi luminosi vengono messi a fuoco esattamente sulla retina. Nell'occhio miope, spesso più lungo del normale, il fuoco cade davanti alla retina: per questo gli oggetti lontani appaiono sfocati.
Il punto decisivo è che durante l'infanzia l'occhio è ancora in crescita. In alcuni bambini la miopia rimane relativamente stabile, in altri aumenta più rapidamente. Per capire come stia evolvendo, non basta controllare le diottrie: quando disponibile, la misurazione della lunghezza assiale aiuta a seguire la crescita dell'occhio. È questo il senso dell'espressione "non solo occhiali": oggi possiamo correggere la visione e, quando indicato, provare a guidare la crescita dell'occhio con strategie specifiche.

Perché la miopia aumenta, e quali segnali riconoscere
La miopia nasce dall'interazione tra predisposizione familiare, crescita e ambiente. Avere genitori miopi aumenta il rischio. Meritano particolare attenzione anche le molte ore consecutive di lavoro da vicino, il poco tempo trascorso all'aperto, e una comparsa precoce del difetto.

Quali sono i segnali? Il bambino appunto si avvicina molto a libri, quaderni o schermi; strizza gli occhi per guardare la lavagna, la televisione od oggetti lontani; chiede di sedersi nelle prime file o non riconosce le persone a distanza; lamenta affaticamento, mal di testa o difficoltà di concentrazione; evita giochi e attività che richiedono una buona visione da lontano. Se uno o più segnali si ripetono, è indicata una visita medico-oculistica. Uno screening o un test domestico, per quanto utili, non sostituiscono una valutazione completa.

Prima compare, più a lungo può progredire
Una miopia che compare precocemente ha davanti a sé più anni di possibile evoluzione. Per questo non ci si dovrebbe limitare a una singola visita con l’obiettivo di correggere il difetto cambiando gli occhiali quando la vista peggiora: è importante valutare un percorso di controlli così da seguire nel tempo la crescita dell’occhio.
La ragione è semplice. Una miopia più elevata è associata, nel corso della vita, a un maggior rischio di problemi come maculopatia miopica, distacco di retina, glaucoma e cataratta. Il rischio non compare all'improvviso al superamento di una singola soglia, ma tende ad aumentare con il crescere della miopia e della lunghezza assiale. Ridurre la progressione significa quindi diminuire la probabilità che il bambino raggiunga livelli elevati di miopia da adulto.
Non si tratta di creare allarme, semmai consapevolezza. Non è possibile eliminare la miopia, ma si può cercare di rallentarne l'evoluzione con una strategia personalizzata e controlli costanti. Individuarne presto la progressione consente di discutere le opzioni disponibili nel momento in cui possono essere più utili.

Le buone abitudini quotidiane
Le abitudini non sostituiscono la correzione o il trattamento indicato, ma fanno parte di una gestione completa della salute visiva. Conviene favorire ogni giorno le attività all'aperto, puntando quando possibile a circa due ore complessive, compatibilmente con età, stagione e sicurezza. Conviene alternare il lavoro da vicino con pause in cui si guarda lontano, tenere libri e dispositivi a una distanza confortevole, studiare con una buona illuminazione e una postura corretta, evitare sessioni molto lunghe e continue davanti agli schermi.
Una regola facile da ricordare è inserire pause frequenti e spostare lo sguardo verso oggetti lontani durante lo studio o l'uso dei dispositivi. Vanno rispettati i controlli programmati anche quando il bambino non riferisce difficoltà.

Non tutti gli occhiali svolgono la stessa funzione
Gli occhiali con lenti monofocali tradizionali correggono la sfocatura e permettono al bambino di vedere nitidamente da lontano. Sono essenziali per la qualità della visione, ma non sono progettati specificamente per rallentare la progressione.
Le lenti a defocus per il controllo della miopia combinano invece due obiettivi: offrire una visione nitida e creare, in aree dedicate della lente, un particolare profilo ottico destinato a ridurre lo stimolo all'allungamento dell'occhio. Le geometrie variano a seconda della tecnologia; in alcune lenti, come quelle di tipo DIMS, l'area centrale di messa a fuoco e le aree di defocalizzazione lavorano insieme. Gli studi clinici mostrano che alcune lenti specifiche possono rallentare, in misura variabile, la progressione refrattiva e l'allungamento assiale.
Va detto con onestà che l'efficacia non è identica per tutti e non può essere garantita in anticipo: occorre verificare nel tempo la risposta del singolo bambino. La scelta deve essere individuale e tenere conto di età, progressione, caratteristiche oculari ed esigenze quotidiane, insieme ai professionisti. Anche la prescrizione, il centraggio, la montatura e il corretto utilizzo quotidiano fanno parte della soluzione.
Gli occhiali sono uno strumento che permette di vedere bene e, quando sono progettati con lenti per il controllo della miopia, di proteggere il percorso visivo. Perché esprimano il loro potenziale, devono essere indossati con regolarità per il tempo consigliato, con una montatura stabile e comoda, lenti ben centrate e pulite. Un breve periodo di adattamento può essere normale, ma il bambino deve poter svolgere con sicurezza le attività quotidiane; se ci sono difficoltà, vanno riferite subito. E non bisogna attendere che gli occhiali diventino "troppo piccoli" per fare un controllo.

L'atropina e le altre opzioni
Tra le altre soluzioni, l'atropina a basso dosaggio è un farmaco in collirio che l'oculista può valutare in alcuni bambini con miopia progressiva. A basse concentrazioni non serve a rendere nitida la visione: il suo obiettivo è contribuire a ridurre la velocità con cui la miopia aumenta e l'occhio si allunga. Gli occhiali continuano quindi a essere necessari.
Concentrazione, frequenza e durata della somministrazione non sono uguali per tutti, e il trattamento viene definito dal medico in base all'età, alla progressione e alla risposta del bambino. Ai controlli verifichiamo l'andamento della miopia, la crescita assiale quando misurabile, la tollerabilità, e l'eventuale necessità di modificare o sospendere la terapia. Il collirio non va mai interrotto autonomamente. Tra i possibili effetti indesiderati ci sono una maggiore sensibilità alla luce, pupille più dilatate, difficoltà nella visione da vicino, bruciore o reazioni locali; qualsiasi disturbo va riferito al medico.
Altre opzioni sono le lenti a contatto morbide multifocali e l'ortocheratologia, che richiedono selezione accurata, igiene rigorosa e controlli regolari.

Un percorso, non un paio di occhiali
Il controllo della miopia non si esaurisce nella consegna di un paio di occhiali. È un percorso che richiede valutazioni regolari e collaborazione tra medico e centro ottico, e che possiamo immaginare in cinque tappe. La prima è la visita oculistica, con conferma della diagnosi, valutazione della salute oculare e definizione dell'indicazione. Seguono le misurazioni iniziali, cioè la refrazione e, quando disponibile, la lunghezza assiale, che creano un punto di partenza. Poi la scelta e la realizzazione della soluzione, della montatura e della corretta centratura delle lenti. Quindi i controlli periodici, per verificare visione, crescita oculare, uso effettivo e comfort. Infine, l'aggiornamento: se la progressione continua, il percorso può essere adattato dal medico in base alla risposta.
Ai controlli è utile riferire quante ore vengono indossati gli occhiali, le eventuali difficoltà e i cambiamenti osservati a casa o a scuola. Una comunicazione semplice tra genitori, insegnanti, oculista e ottico evita messaggi contraddittori e aiuta il bambino a vivere gli occhiali con serenità. La famiglia organizza tempi, spazi e abitudini favorevoli; la scuola riconosce precocemente le difficoltà, consente una posizione adeguata in aula e favorisce l'alternanza tra attività ravvicinate e momenti all'aperto.
In conclusione, la miopia nei bambini non si può eliminare, ma si può affrontare con consapevolezza: oggi sappiamo riconoscerla presto, correggerla bene e, quando indicato, provare a rallentarne l'evoluzione con una strategia personalizzata e controlli costanti.

Paolo Nucci
Professore Ordinario di Oculistica, Università degli Studi di Milano

 

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