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I numeri non lasciano spazio a dubbi: dopo la campagna vaccinale anti-RSV (Virus Respiratorio Sinciziale) tramite anticorpo monoclonale condotta in Lombardia nel 2024 sui neonati sotto ai 12 mesi di età, i numeri della patologia sono letteralmente crollati. Eccoli in breve:

  • visite al pronto soccorso per infezioni acute del tratto respiratorio inferiore: -42,7%
  • ricoveri ospedalieri per infezioni acute del tratto respiratorio inferiore: - 46,5%
  • visite al pronto soccorso per infezioni da RSV: - 49,3%
  • ricoveri ospedalieri per infezioni da RSV: - 55,0%

A testimoniare questa diminuzione drastica che rasenta (e in un caso supera) il 50% è l’articolo in anteprima pubblicato sulla rivista dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC) americani Emerging Infectious Diseases.
Il lavoro, intitolato Reduced Emergency Department Visits and Hospitalizations in Infants after Universal Respiratory Syncytial Virus Immunization, Italy, 2024–25 e condotto su dati 2024, recita infatti testualmente: “Tra i neonati, le visite al pronto soccorso per infezioni acute del tratto respiratorio inferiore sono diminuite del 42,7% e i ricoveri ospedalieri del 46,5%, mentre le visite al pronto soccorso per infezioni da RSV sono diminuite del 49,3% e i ricoveri ospedalieri del 55,0%. Non sono state osservate riduzioni nei bambini di età compresa tra 1 e 5 anni, a conferma della continua circolazione dell'RSV”.

RSV, questo sconosciuto?
Ma cos’è il Virus Respiratorio Sinciziale, che si può trovare indicato in sigla come VRS (all’italiana) o come RSV (all’inglese)? Per descriverlo ci affidiamo alla breve descrizione riportata nello stesso studio: “Il virus respiratorio sinciziale (RSV) è la causa più comune di infezioni acute del tratto respiratorio inferiore (LRTI) nei bambini e può potenzialmente provocare bronchiolite, che spesso richiede il ricovero in ospedale – si legge - I bambini piccoli, specialmente durante i primi 6 mesi di vita, sono ad alto rischio di malattia e morte causate dall'RSV, in particolare durante la prima infezione”.
Una patologia seria, quindi, che dopo una battuta d’arresto registrata in concomitanza con la pandemia da COVID-19 avevo ripreso a crescere proprio prima dell’avvio della campagna vaccinale lombarda, superando i dati di diffusione pre-pandemici.

La Lombardia e il vaccino
Ma torniamo alla vaccinazione: non è un caso, infatti, se lo studio riguarda la Lombardia, e l’anno 2024: qui, infatti, nel corso del 2024/25 è stata avviata una campagna vaccinale anti-VRS che ha portato all’immunizzazione mediante anticorpo monoclonale di oltre 60.000 neonati sotto ai 12 mesi di età, pari al 79,2% del totale. Questo attraverso una somministrazione inizialmente prevista presso pediatri e centri vaccinali, e in seguito praticata direttamente dagli ospedali.
E la validità del vaccino è stata testimoniata anche dalla situazione del gruppo di confronto composto da bambini di età compresa tra 1 e 5 anni non idonei alla vaccinazione, nei quali non si sono registrate riduzioni di incidenza. Il che elimina dal tavolo anche la possibilità della ridotta circolazione del virus nella stagione in esame, dato che i benefici osservati riguardano solo i bambini sotto ai 12 mesi di età, cioè quelli che hanno ricevuto l’anticorpo.

Alessandra Rozzi
Redazione Respiro.News

 

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