L'uso continuativo di alcol peggiora la salute respiratoria e generale dell’organismo, arrivando anche – ormai è provato – a causare tumori. Per questo OMS Europa e IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) hanno pubblicato online un “Manuale sulle politiche in materia di alcol e prevenzione del cancro” che riassume i progressi fatti, concentrandosi sulle politiche efficaci per la riduzione del consumo di questa sostanza usata e abusata in abbondanza.
Alcol e salute, due realtà inversamente proporzionali
L’alcol indebolisce il sistema immunitario, aumenta il rischio di infezioni, irrita le vie aeree, aggrava condizioni come asma, rinite e apnee notturne, e aumenta anche il rischio di sviluppare tumori.
Sebbene non ci si pensi, l’alcol ha effetti diretti sulle malattie respiratorie: vediamo come.
- Indebolisce il sistema immunitario, rendendo più vulnerabili a infezioni respiratorie come raffreddore, influenza o polmonite.
- Irrita le vie aeree: disidrata le mucose e aumenta l'infiammazione, peggiorando mal di gola, congestione nasale e tosse.
- Aggrava asma (in soggetti predisposti, l’istamina e i solfiti contenuti possono scatenare attacchi), rinite allergica e apnee notturne (aumentando russamento, respiro affannoso e stanchezza diurna)
- Aumenta il rischio di polmonite, riducendo il tono muscolare, con il rischio che batteri o particelle vengano inalati
- Aumenta il rischio di tumori: specie se associato al fumo, può far sviluppare tumori delle vie respiratorie, rendendo le mucose più permeabili agli agenti cancerogeni del fumo
Ma i danni dell’alcol (o meglio, di un consumo costante di alcol) vanno ben oltre la sfera strettamente respiratoria, arrivando a coinvolgere – più in generale - il fronte oncologico. Per questo Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) e OMS Europa hanno pubblicato online il “Manuale sulle politiche in materia di alcol e prevenzione del cancro”, che segue a una serie di quattro webinar sullo stesso tema, riassume i progressi in tema e si concentra sulle politiche efficaci per ridurre il consumo di bevande alcoliche, basate su una comunicazione efficace con la popolazione e sul superamento delle resistenze individuali.
“L'alcol – si legge nella presentazione del Manuale - è uno dei pochi fattori di rischio per il cancro completamente prevenibile, eppure le politiche che potrebbero ridurre questo impatto rimangono sottoutilizzate”.
Il Manuale
Il manuale è il risultato del lavoro di 20 esperti internazionali indipendenti convocati da IARC, che da giugno a ottobre 2024 hanno esaminato le evidenze scientifiche sull’efficacia di alcune politiche ai fini della riduzione del consumo di bevande alcoliche. Il manuale le identifica in:
- Aumento delle tasse e dei prezzi minimi;
- Aumento dell’età minima per l’acquisto o il consumo;
- Riduzione dei punti vendita o dei giorni/ore di vendita;
- Divieti severi per il marketing dell’alcol
- Monopoli governativi con funzioni di controllo.
Gli effetti dell’alcol in Europa
L’Unione Europea è la regione con il maggior consumo di alcol al mondo (ogni adulto residente qui consuma l’equivalente di 9,2 litri di alcol puro l’anno), e dove il cancro è la prima causa di morte. Nel 2020 nell’Unione Europea l’alcol ha causato 111.300 nuovi casi di cancro, a colon-retto (36.900), seno (24.200) e cavità orale (12.400), con quasi il 70% dei casi negli uomini.
E nel 2018, sempre entro i confini UE, le morti premature dovute ai soli tumori correlati all’alcol hanno comportato un costo di 4,58 miliardi di euro. Dati impressionanti, che invitano a riflettere. E ad agire subito.






