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Il board è di alto livello, e comprende 24 tra rappresentanti di Società Scientifiche, Associazioni Pazienti, Federazioni, Istituzioni e Referenti per i programmi vaccinali di queste ultime. Al suo interno AIPO-ITS/ETS è rappresentata da Giulia Scioscia, che contemporaneamente assolve il compito di delegata SIP/IRS, nella tradizionale ottica di collaborazione tra le due Società Scientifiche. E alla squadra partecipa anche, in rappresentanza dell’Associazione Pazienti BPCO e altre patologie respiratorie (componente della Consulta della Pneumologia), Salvatore D’Antonio.

I lavori dell’Osservatorio VRS
L’Osservatorio VRS voluto come progetto indipendente da Cittadinanzattiva tra marzo e ottobre 2025 ha prodotto tre tavoli di lavoro e altrettanti instant book per documentare l’esperienza vaccinale anti Virus Respiratorio Sinciziale della stagione 2024-2025, confrontare risultati, difficoltà, buone pratiche e avanzamenti normativi, e infine per fotografare l’avvio della stagione 2025-26.

Il Virus Respiratorio Sinciziale (VRS)
Il Virus Respiratorio Sinciziale (VRS) rappresenta – in Italia e nel mondo – una delle principali cause di infezione respiratoria acuta nei neonati, nei bambini piccoli, negli anziani e negli adulti con fragilità o patologie croniche: secondo l’OMS causa infatti ogni anno 33 milioni di infezioni respiratorie nei bambini sotto ai cinque anni, e più di 100.000 decessi solo nei Paesi a reddito medio e alto.
La vaccinazione può naturalmente fare molto per arginare numero e gravità delle infezioni e ospedalizzazioni, ma il suo iter, in Italia, risulta particolarmente laborioso.
Sono infatti assai differenti – in base ai dati raccolti dall’Osservatorio – le situazioni per i tre target di riferimento principali della vaccinazione: neonati e prima infanzia (vaccinati con anticorpo monoclonale), donne in gravidanza (vaccino materno al terzo trimestre di gestazione), fragili e anziani (vaccino già diffuso in diversi Paesi esteri con ottimi risultati).

La stagione vaccinale in corso
Se la prima stagione di immunizzazione (2024-25) lascia trasparire come “la mancanza di una regia nazionale stabile e la frammentazione delle decisioni regionali abbiano generato diseguaglianze nell’accesso agli interventi” – si legge nel Documento – le cose non sono migliorate più di tanto nella stagione vaccinale in corso: “L’annunciato aggiornamento del Calendario Vaccinale non è mai avvenuto; il NITAG (National Immunization Technical Advisory Group), al netto del nome roboante, è stato “nominato e subito sciolto in agosto”. Inoltre la “proposta di proroga ‘isorisorse’ del PNPV (Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale, ndr.) al 2026 ha sollevato profonda preoccupazione”. A ciò si sono aggiunti il prima mancato, poi tardivo rifinanziamento della campagna 2025-26, e la mancata ripartizione dei fondi già stanziati.

Criticità e passi avanti
Criticità a iosa, insomma, tra le pagine del Documento di posizionamento finale dell’Osservatorio VRS. Riassumibili in:

  • Governance nazionale insufficiente
  • Disomogeneità territoriali tra Regioni
  • Comunicazione pubblica carente
  • Mancanza strutturale di sostenibilità economica
  • Mancanza di visione di lungo periodo

Al tempo stesso, però, l’Osservatorio riconosce che alcuni passi avanti sul fronte della vaccinazione sono stati fatti: Società Scientifiche, Associazioni Pazienti e realtà civiche sono diventate parte attiva del processo, e da ottobre 2025 tutte le Regioni hanno avviato la somministrazione del monoclonale ai neonati, in punto nascita per i nati in stagione, nei centri vaccinali o dal pediatra (giudicato ottimo il coinvolgimento dei pediatri di libera scelta) per i nati fuori stagione.

Decisamente più critica la situazione sul fronte del vaccino materno per le donne in gravidanza: se nella stagione 2024-25 la vaccinazione di questa categoria era stata avviata solo in Sicilia e Molise (in piena “incertezza normativa e assenza di fondi dedicati”), anche nella stagione in corso, a dispetto degli annunci, “l’offerta è di nuovo molto limitata, presente sono in Sicilia, Marche e Basilicata”.
Ancora più critica, però, è la situazione sul fronte degli adulti fragili e degli anziani. In questo caso l’Osservatorio rimarca infatti: “Nessuna offerta strutturata, tranne in Sicilia. Alcune sporadiche sperimentazioni locali in Liguria. Mancanza di fondi dedicati”, e conclude: “È il target scoperto e a forte rischio di iniquità”.

La bozza d’intesa Stato-Regioni
Nel corso della stesura del Documento finale dell’Osservatorio VRS è giunta – in parte inaspettata - la notizia della nuova bozza d’intesa da discutere e approvare in Conferenza Stato-Regioni. Il testo prevede:

  • Finanziamento di 50 milioni di euro a valere sul Fondo Sanitario Nazionale
  • Anticorpo monoclonale per i neonati da ottobre 2025, inclusi i nati nei 100 giorni precedenti e i soggetti fragili sotto ai 24 mesi
  • Vaccinazione delle donne in gravidanza tra la 24^ e la 36^ settimana
  • Uno studio pilota sulla vaccinazione anti VRS negli anziani fragili con BPCO e patologie cardiovascolari (senza stanziamento di budget)

Peccato che sui neonati si faccia in realtà un passo indietro: la coorte “di recupero”, riguardo alla quale le Regioni hanno già annunciato la copertura vaccinale dei nati tra aprile e settembre 2025, passa alla copertura soltanto dei nati nei 100 giorni precedenti, con una riduzione netta dell’estensione del “recupero”. Inoltre, rileva il documento, “si rischia che la vaccinazione delle gravide non parta in tempo per questa stagione”, e “sugli adulti fragili fa specie che, nonostante i diversi vaccini disponibili, il parere tecnico già espresso a gennaio dal NITAG e i risultati già pubblicati da altri Paesi, l’Italia si stia ancora muovendo a livello di studio Pilota”.
C’è, insomma, ancora molta strada da fare.

 

Alessandra Rozzi
Redazione Respiro News

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