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Invecchiare non è un processo graduale, ma - a quanto pare - procede “a scatti”. Lo ha appurato l’Università di Stanford, indagando sui cambiamenti di carattere biomolecolare cui il corpo va incontro a età precise: prima a 44 anni, poi a 60.

Uno studio inglese pubblicato su Jama Neurology identifica per la prima volta i 15 principali fattori di rischio associati alla probabilità di manifestare una demenza a esordio precoce, patologia in crescita tra i minori di 65 anni.

Una playlist personalizzata, che faccia tornare alla mente ricordi dell’infanzia e momenti felici, può dare serenità ai pazienti con demenza, in quanto la musica va ad attivare parti del cervello non interessate dalla malattia

Individuata una nuova forma di demenza tra gli anziani finora diagnosticata erroneamente come Malattia di Alzheimer, causata dall’accumulo di una proteina diversa dalla beta amiloide. La rivoluzionaria scoperta è emersa dallo studio pubblicato sulla rivista Brain e coordinato dall'Università del Kentucky.

Se non avete fatto parole crociate e sudoku per tutta la vita, cominciare prima del declino delle capacità mentali non darà molti benefici.