Gli ultimi numeri relativi all’Italia – dal documento ECDC/OMS Europa “Tuberculosis surveillance and monitoring in Europe 2026 - 2024 data” e dal sistema di notifica dei casi di TB del Ministero della Salute, riportati dall'Istituto Superiore di Sanità – confermano che sul fronte della tubercolosi il nostro Paese è “a bassa incidenza di malattia” (<10/100.000), anche se dal 2022 l’aumento dei casi è costante: nel 2024 le notifiche di malattia tubercolare sono state 3.150 (5,3 casi per 100.000 abitanti), nel 69,9% (2.203) corrispondenti a una TB polmonare, anche se ’Italia è tra gli undici Paesi della UE/SEE che hanno riportato in più del 30% dei casi una TB extrapolmonare, mentre il 63,2% dei casi (1.991) ha riguardato persone di origine straniera. L’età media dei casi nuovi in cittadini italiani è stata di 52,2 anni, mentre più giovani (38,8 anni in media) sono i malati nati all’estero. Complessivamente, 1.666 casi (52,9%) sono stati classificati come nuove diagnosi in persone mai precedentemente trattate per TB.
Regione europea dell’OMS
Lo stesso documento congiunto ECDC/OMS stima per il 2024, nella Regione europea dell’OMS, 204 mila persone ammalate di TB (che equivale a 22 casi ogni 100 mila persone), con una riduzione netta dell’incidenza pari al 39% tra il 2015 e il 2024. Si tratta di un dato positivo, ma ancora lontano dall’obiettivo stabilito dalla strategia End TB dell'OMS, che prevedeva il 50% di riduzione dell’incidenza di TB entro il 2025.
Nel 2024 sono stati notificati 161.569 casi di TB in 51 dei 53 Paesi della Regione, che corrispondono al 79% dei casi stimati, con il consueto divario diagnostico in base al quale un caso su cinque non è diagnosticato o notificato. I decessi per TB nel 2024 sono stati circa 15.000, corrispondenti a un tasso di 1,6 decessi per 100.000 abitanti: dal 2015 al 2024 la mortalità risulta diminuita del 49% (dal 3,7 a 1,9 decessi per 100.000 abitanti), ma rimane anche in questo caso lontana dagli obiettivi della strategia End TB che prevedeva la riduzione del 75% dei decessi entro il 2025, e del 90% entro il 2030.
A preoccupare sono inoltre i casi di TB farmaco-resistente: nel 2024, nell’area, si stimano circa 55.000 casi di TB rifampicina-resistente e multiresistente, e la loro incidenza sia tra i nuovi casi (23%) sia tra quelli precedentemente trattati (51%) rimane significativamente superiore alla media globale (rispettivamente 3,2% e 16%).
Inoltre si calcola che nel 2024 la prevalenza di HIV tra i casi incidenti di TB sia pari all’11%, stabile dopo l’aumento osservato negli anni precedenti: nella Regione si stimano 23.000 casi di TB HIV-positivi, di cui circa l’80% concentrati nella Federazione Russa e in Ucraina.
Sul fronte del trattamento, il tasso di successo nella Regione rimane inferiore alle aspettative, raggiungendo il 74% per i casi sensibili e il 66% per i casi resistenti, rispetto ai target rispettivamente del 90% e dell’80%.
In conclusione, sebbene i dati sull’epidemiologia della TB nella Regione europea dell’OMS mostrino progressi, questi restano insufficienti rispetto ai target fissati per il 2025 e il 2030, e la TB resistente ai farmaci continua a rappresentare una sfida raggiungendo percentuali ben superiori alla media globale. Anche la comorbilità TB/HIV rimane una criticità, ed è motivo di allarme il fatto che il 21% dei casi TB non venga diagnosticato o notificato. Occorre dunque uno sforzo dei Paesi, in modo da avvicinarsi ai target stabiliti.
La TB nei Paesi UE e SEE
Nel 2024, nei 30 Stati membri dell’Unione europea (UE) e dello Spazio Economico Europeo (SEE), sono stati notificati 38.249 casi di TB (8,4 casi per 100.000 abitanti), in lieve diminuzione rispetto al 2023 (8,7), con la sola Romania che ha rappresentato il 23,1% di tutti i casi (46,3 per 100.000 abitanti). I numeri confermano un calo dei casi (diminuzione media del 2,8% negli anni 2020-2024) che si avvicina al 2,4/100.000 fissato come obiettivo 2030. Come in precedenza, diversa è la situazione da Paese a Paese, che oscilla dal 2,1/100.000 abitanti in Islanda al 46,3/100.000 in Romania e si assesta sotto a 10 casi per 100.000 abitanti in 23 Paesi. Rispetto al 2020, 13 Paesi mostrano cali delle notifiche (Liechtenstein e Malta superiore al 15%), gli altri invece numeri in crescita (in media del 5%, in Italia dell’8,6%). Dei 38.249 casi notificati nel 2024, 28.628 (74,8%) erano nuove diagnosi, e il 37,6% di origine straniera, con una percentuale che varia da meno del 2% in cinque Paesi (Bulgaria, Croazia, Lettonia, Lituania e Romania) a oltre l'85% in cinque Paesi (Cipro, Liechtenstein, Lussemburgo, Malta e Norvegia).
Sul fronte delle età, il 65,0% dei 34.942 casi notificati ha riguardato persone tra i 25 e i 64 anni, il 19,6% over 64. Sul versante del genere, nel 2024 il tasso osservato nei maschi è stato il doppio di quello registrato nelle femmine (come nel 2023) anche se il dato riguarda le età superiori ai 14 anni.
Il 64,2% dei 28.376 casi di TB notificati nel 2023 (con un risultato del trattamento riportato nel 2024) è stato trattato con successo, mentre lo è stato solo il 56,0% dei 736 casi di RR/MDR-TB notificati nel 2022.
La TB nel mondo
Secondo il “Global tuberculosis report 2025”, nel 2024 la tubercolosi è stata la principale causa di morte da singola malattia infettiva nel mondo, ed è tra le dieci maggiori cause di morte. È anche la principale causa di morte nelle persone con HIV e di decessi collegati all’antimicrobicoresistenza (AMR): la patologia continua dunque a costituire un importante problema di salute pubblica globale, né i passi avanti si avvicinano ai target 2030 fissati: nel 2024 si sono ammalate di TB 10,7 milioni di persone e 1,23 milioni sono morte a causa della malattia. L’incidenza (numero di nuovi casi per 100.000 abitanti per anno) è stata pari a 131, e il tasso di fatalità è stato dell’11,5%.
Per quanto riguarda l’andamento 2015-2024 dei casi di TB nelle sei Regioni dell’OMS, tra i 30 Paesi ad alto carico di TB, la Regione Africana dell’OMS ha registrato una riduzione del 28% del tasso di incidenza e del 46% nel numero di morti, seguita dalla Regione Europea con una riduzione rispettivamente del 39% e 49%. Otto di questi Paesi hanno rappresentato più dei due terzi del totale dei casi (India, Indonesia, Filippine, China, Pakistan, Nigeria, Repubblica Democratica del Congo e Bangladesh).
A livello mondiale, invece, nel 2024 si sono ammalate di TB 10,7 milioni di persone (5,8 milioni di uomini, 3,7 milioni di donne e 1,2 milioni di bambini), per la prima volta in diminuzione dal 2020, dopo tre anni di aumenti a causa delle interruzioni delle diagnosi e del trattamento della TB durante la pandemia di COVID-19. La comorbilità con HIV ha riguardato il 5,8% del totale, con un calo dal 6,1% nel 2023, e sono stati calcolati 1,23 milioni di decessi per TB (150.000 in persone con HIV) rispetto a 1,27 milioni nel 2023, con una riduzione del 3%. La riduzione netta del numero di decessi dal 2015 al 2024 è stata più significativa (29%), ma è ancora molto lontana dall’obiettivo del 75% entro il 2025 e del 90% entro il 2030, come stabilito dall’OMS. Dal 2015 anche il numero di casi di TB resistenti ai farmaci risulta in diminuzione, con 390 mila nuovi casi stimati.
Complessivamente, OMS e Istituto Superiore di Sanità richiamano ad azioni più decise e a politiche più incisive per contrastare una patologia che non è ancora sconfitta e continua a fare paura.
Per consultare il report completo dell’ISS sulla TB cliccare QUI






