Il circolo è a dir poco vizioso: il settore sanitario – che ha per obiettivo la diagnosi e la cura delle malattie – contribuisce negativamente al cambiamento climatico che, a sua volta, rappresenta un fattore sempre più rilevante di peggioramento delle condizioni di salute della popolazione. A dir poco un gatto che si morde la coda. Che fare, dunque? Per affrontare il problema l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) - Dipartimento Ambiente e Salute (DAMSA) e Azienda USL della Romagna, con il supporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e la collaborazione di Sosterrete - network italiano che riunisce professionisti del settore sanitario uniti per ridurre l’impatto climatico e ambientale delle attività sanitarie - hanno organizzato a Roma il convegno “Three Horizons for Health – Building sustainable, resilient, and carbon-neutral health systems”. L’incontro, dedicato alla transizione del sistema sanitario verso modelli sostenibili, ha visto la partecipazione di professionisti del settore, decisori politici e altri stakeholder.
Il modello Three Horizons
Il modello dei Three Horizons (“Tre Orizzonti”), adottato come quadro di riferimento del convegno, è uno strumento strategico utilizzato nella pianificazione di lungo periodo per guidare le transizioni dei sistemi complessi. Questo approccio, applicato alla salute pubblica, consente di interpretare il percorso di trasformazione dei sistemi sanitari verso modelli più sostenibili, resilienti e climaticamente neutri. Il primo orizzonte rappresenta il sistema sanitario oggi dominante, con modelli organizzativi e produttivi ormai difficilmente sostenibili sia sul piano economico sia su quello ambientale. Il terzo orizzonte descrive invece il modello di sistema sanitario auspicato nel lungo periodo: un sistema capace di promuovere la salute riducendo al tempo stesso il proprio impatto ambientale e di integrare politiche sanitarie, ambientali e sociali. Tra il primo e il terzo polo si trova il secondo orizzonte, che rappresenta la fase di transizione nella quale il sistema attuale convive con innovazioni emergenti (tecnologiche, organizzative e di governance) orientate alla sostenibilità e alla decarbonizzazione.
Il convegno
Dopo una serie di relazioni relative ai tre orizzonti citati, il convegno ha ospitato una tavola rotonda dedicata alle principali sfide della transizione ecologica nei sistemi sanitari e alle possibili leve operative per avviare percorsi concreti di decarbonizzazione. È emersa quindi l’esigenza indifferibile di considerare la sostenibilità come priorità strategica, ripensando i modelli di organizzazione dei servizi sanitari. In particolare, è stato sottolineato come gli interventi orientati alla sostenibilità possano generare benefici anche sul piano economico, consentendo di ridurre gli sprechi e di liberare risorse da reinvestire nella salute. È stata inoltre sottolineata a più voci la rilevanza del monitoraggio, del rigore metodologico nella valutazione delle iniziative e della formazione degli operatori. Infine, è stata ribadita la centralità della governance e degli investimenti tecnologici, considerati elementi chiave per accompagnare la trasformazione del sistema sanitario verso modelli più sostenibili.






