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L’Osservatorio Nazionale Screening (ONS) pubblica i dati relativi ai programmi di screening oncologici in Italia nel corso del 2023, e annuncia progressivi miglioramenti di quelli attualmente attivi (colorettale, mammografico, cervicale) sia in termini di estensione che di adesione e quindi di copertura da esami (indicatore Nuovo Sistema di Garanzia-NSG p15C) all’interno della popolazione target (donne residenti di età compresa tra i 50 ed i 69 anni nello screening mammografico, donne residenti di età compresa tra i 25 ed i 64 anni per il tumore del collo dell’utero, e donne e uomini residenti di età compresa tra i 50 ed i 69 anni per lo screening del colon retto). Considerando tutti i programmi di screening e tutte le fasce d’età, sono stati invitati 15.946.091 milioni di persone e 6.915.968 milioni hanno eseguito un test. L’indicatore relativo alla copertura da esami (numero di persone che hanno effettuato il test di screening sul totale delle persone eleggibili al netto delle esclusioni prima dell’invito) nel 2023, complessivo e per macroarea geografica, può essere interpretato come la sintesi tra la capacità di offerta del servizio sanitario da un lato e la propensione alla partecipazione da parte dei cittadini dall’altro. Il programma che complessivamente ottiene migliori risultati è il mammografico, che si attesta al 49%, seguito dallo screening cervicale, pari al 47%, e quindi da quello per il tumore del colon retto, che registra il valore più critico pari al 33%. 

Screening cervicale
Nel 2023 sono state invitate a eseguire lo screening cervicale 3.982.378 donne tra i 25 e i 64 anni con un’estensione degli inviti pari al 111% (Tabella 1). Come negli anni precedenti, è stato considerato il diverso intervallo previsto per il test Hpv (5 anni) rispetto al Pap test (3 anni). Nel 2023 sono state invitate a eseguire un Pap test 1.143.423 donne, mentre 2.838.955 donne sono state chiamate per effettuare il test Hpv. Il 2023 rappresenta un anno storico perché tutte e 3 le macroaree, quindi anche il Sud e Isole, sono state in grado di invitare tutta la popolazione avente diritto. Rispetto all’anno precedente, si osserva un aumento complessivo di circa 10 punti percentuali, con un aumento di 10 punti nell’area del Nord e di 15 punti nel Sud e Isole e una sostanziale stabilità nel Centro. L’adesione corretta è stata complessivamente pari al 41%, con valori più bassi al Sud e Isole (31%) rispetto al Nord (52%) e al Centro (38%). I valori di partecipazione appaiono in linea con quelli del biennio precedente 2022-2022 (40% nel 2022 e 39% nel 2021).
Relativamente all’area geografica, come in precedenza si nota una variabilità molto ampia tra le Regioni, con un valore del 16,9% per la Calabria e del 78,1% per la PA di Trento.

Screening mammografico
Nel 2023 il valore di estensione è pari al 94% con 4.017.757 inviti effettuati. La copertura da invito è completa nelle regioni del Nord (101%) e del Centro (100%), mentre è più bassa nel Sud e Isole (74%), anche se in miglioramento rispetto agli anni precedenti (72% nel 2022 e 58% nel 2021). L’adesione corretta, calcolata escludendo dal denominatore gli inviti inesitati e le donne che si sono sottoposte a una mammografia negli ultimi 12 mesi, è complessivamente pari al 55%, con un differenziale di 15 punti percentuali tra l’area del Nord e quella del Sud e Isole. Anche in questo caso è evidente una variabilità importante tra Regioni con un valore minimo per la Calabria (8,1%) e uno massimo per la PA di Trento (82,4%).

Screening colorettale
Nel 2023 il numero di persone di età compresa tra 50 e 69 anni invitate a eseguire il test di screening per la ricerca del sangue occulto (SOF) è stato di quasi 8 milioni (7.945.956) pari al 94% della popolazione totale. Nelle aree del Nord e del Centro la copertura è pressoché completa (99% Nord, 108% Centro), nel Sud e Isole si registra un aumento della copertura da invito rispetto allo scorso anno (dal 61% del 2022 all’80% del 2023).
Nella Regione Piemonte è in corso la transizione da un programma di screening colorettale che utilizza la rettosigmoidoscopia e la ricerca del Sof a un programma basato esclusivamente sulla ricerca del Sof. Il numero di persone invitate a eseguire lo screening in Piemonte nella fascia di età tra 50 e 69 anni nel 2023 è stato pari a 461.126 cioè il 104% della popolazione target. L’adesione all’invito si attesta intorno al 34%. Questo dato, che rappresenta il valore medio nazionale, si compone di valori diversi che caratterizzano le macroaree geografiche. Anche in questo caso, l’adesione all’invito è risultata maggiore al Nord (46%), intermedia al Centro (30%) e inferiore nel Sud e Isole (20%).

L'Osservatorio nazionale screening (Ons) nasce nel 2001, con il nome di Osservatorio nazionale per la prevenzione dei tumori femminili, come rete dei centri di screening, grazie al supporto economico della Lega italiana per la lotta contro i tumori (Lilt). Nel 2005 l'Ons ha assunto la denominazione attuale, ampliando le sue competenze in funzione dela crescente attivazione dei programmi di screening colorettale. All'Ons hanno aderito fin dalla sua costituzione il Gruppo italiano screening mammografico (Gisma) e il Gruppo italiano per il cervicocarcinoma (Gisci) e, più di recente, il Gruppo italiano screening colorettale (Giscor).
Da allora l’Ons lavora come strumento tecnico a supporto sia delle Regioni, per l’attuazione dei programmi di screening, che del ministero della Salute, per la definizione delle modalità operative, il monitoraggio e la valutazione dei programmi.
Il decreto del ministro della Salute del 4 agosto 2011 ha disposto il riordino dell’assetto istituzionale dell'Osservatorio nazionale screening e ne ha sancito la strutturale integrazione nel meccanismo istituzionale di governo degli screening, individuandolo come strumento tecnico per la realizzazione delle politiche di screening.

 

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