Possono firmare tutti i maggiorenni, utilizzando SPID, CIE o CNS sulla piattaforma del Ministero della Giustizia (clicca QUI). E lo hanno fatto in tanti. Al momento della pubblicazione di questo articolo oltre 27.000, pari al 54% delle persone necessarie a raggiungere le 50.000 firme richieste dall’iniziativa “5 euro contro il fumo” per portare la proposta di legge popolare in Parlamento.
Un risultato tangibile, a fronte della mobilitazione dell’intero mondo scientifico: alla raccolta di firme, che propone l’innalzamento di 5 euro del prezzo di tutti i prodotti da fumo e da inalazione di nicotina per scoraggiarne l’uso e la dipendenza - inizialmente ideata da AIOM, Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione AIOM – hanno infatti aderito, ad oggi, 42 tra Società Scientifiche e Istituzioni, e 22 tra Associazioni e Fondazioni. AIPO-ITS/ETS e SIP/IRS figurano tra i sostenitori. E la gente comune non ha fatto mancare la sua approvazione.
“È la prima campagna di raccolta firme per arrivare a una proposta di legge di iniziativa popolare realizzata da società scientifiche, e sta riscuotendo importantissime adesioni – affermano AIOM, Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione AIOM - Questa iniziativa rappresenta una battaglia di civiltà, che, in un mese dal lancio, ha già ottenuto il supporto di 42 società scientifiche e Istituzioni e di 22 associazioni e fondazioni. Grandi centri di cura, come l’Humanitas, il ‘Pascale’ di Napoli, l’Istituto Nazionale Tumori di Milano e l’Istituto Oncologico Veneto, hanno aderito, così come, fra le altre, le società scientifiche dei cardiologi, degli pneumologi e dei ginecologi. Siamo orgogliosi dello straordinario risultato ottenuto, perché significa che siamo sulla strada giusta e i cittadini sono sensibili al ruolo della prevenzione. Ora chiediamo un ulteriore sforzo per raggiungere l’obiettivo delle 50.000 firme”.
Il senso della proposta
In Italia il costo delle sigarette è tra i più bassi d’Europa. Nel nostro Paese, quasi un quarto degli adulti è tabagista, ed è preoccupante anche la diffusione tra i più giovani. Il 10% degli under 19 fuma già regolarmente e il comportamento tende poi a proseguire per il resto della vita. Negli ultimi decenni in Italia sono state introdotte leggi sempre più restrittive sul fumo: “Si tratta di norme importanti, a tutela della salute collettiva, che hanno portato a una leggera diminuzione di questa pericolosa abitudine – spiegano ancora in modo congiunto i promotori della raccolta firme - Ma per ridurre in modo sostanziale il numero dei tabagisti bisogna intervenire sul fattore economico, come è già avvenuto in altri Paesi. In particolare, il drastico incremento del prezzo può dissuadere i fumatori, soprattutto i giovani, fra i più esposti ai rischi del fumo. Secondo le stime, un aumento di cinque euro del prezzo di tutti i prodotti da fumo può determinare nel medio periodo una riduzione del consumo complessivo del 37%, con un conseguente calo dell’incidenza di malattie legate al tabagismo. In secondo luogo, l’incremento delle entrate fiscali determinato da questa legge potrà contribuire a finanziare il Servizio Sanitario Nazionale. Sono necessarie più risorse per continuare a offrire la migliore assistenza ai cittadini”.
Anche perché le patologie legate al fumo continuano a fare paura: solo nel nostro Paese, le malattie correlate generano circa 26 miliardi di euro di costi diretti e indiretti: “Ancora troppi cittadini fumano –spiegano i quattro Enti promotori – Il consumo di tabacco è la principale causa di cancro prevenibile. Non si tratta solo del carcinoma del polmone, ma anche del cavo orale, gola, esofago, pancreas, colon, vescica, prostata e rene. Il fumo rappresenta anche il principale fattore di rischio per le malattie respiratorie non neoplastiche, fra cui broncopneumopatia cronica ostruttiva, asma, infezioni respiratorie ricorrenti, ed è uno delle cause più importanti delle patologie cardiovascolari”.
Un dato per tutti? L’aspettativa di vita complessiva può ridursi di 20 minuti per ogni sigaretta fumata, e le persone che fumano per tutta la loro esistenza perdono circa 10 anni di vita. Solo in Italia si stimano ogni anno 93.000 morti per il consumo di tabacco.
Alessandra Rozzi
Redazione Respiro News






