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Il Piano Caldo 2025, che ha l’obiettivo di prevenire gli effetti negativi delle temperature elevate sulla popolazione (con un'attenzione particolare ai soggetti più a rischio: anziani, malati cronici, bambini, donne in gravidanza) è attivo. E mai precauzione è stata più opportuna, dato il recente allarme sollevato al “Meeting Respiratory Diseases in 2025”, svoltosi a Bari nei giorni scorsi, da Giovanna Elisiana Carpagnano, Docente di Malattie dell'apparato respiratorio e responsabile dell'Unità operativa complessa di Pneumologia del Policlinico di Bari: la docente, richiamando un articolo - Mortality risk of hot nights: a nationwide population-based retrospective study in Japan, pubblicato nel 2023 sulla rivista Environmental Health Perspectives, ha spiegato le possibili conseguenze delle notti torride sempre più frequenti anche in Italia, ricordando come il nostro Paese sia terzo in Europa per numero di notti tropicali, preceduta soltanto da Grecia e Cipro: nelle estati più recenti, infatti, si sono totalizzate anche 48 notti ‘roventi’ - il 52% del totale - con un riflesso sulla salute e sulla mortalità che la stessa docente ha definito “sconcertante”.

Lo studio: notti calde e mortalità
Del resto, che il caldo possa essere mortale è risaputo. È meno noto, invece, che – stante il cambiamento climatico in atto - le temperature minime notturne aumentano più rapidamente delle massime diurne, e che questo impatta pesantemente sulla salute umana: stando allo studio, infatti, a fare la differenza sugli indici di mortalità, oltre al picco di temperatura diurna, è soprattutto la capacità dell'organismo di raffreddarsi durante la notte. “La temperatura minima giornaliera gioca un ruolo importante per la salute, perché se la temperatura notturna non scende al di sotto di un certo valore soglia, le persone non sono in grado di raffreddarsi e recuperare dal caldo diurno – scrivono gli autori - Le notti calde potrebbero imporre un carico supplementare al corpo..., suggerendo che la temperatura minima giornaliera può essere considerata un fattore di rischio per le malattie indotte dal caldo”.
Ecco perché il team di ricercatori ha studiato le temperature minime e massime giornaliere dal 1973 al 2015 per ognuna delle 47 prefetture giapponesi, analizzando i dati di mortalità per ogni area in quei 43 anni, e trovando associazioni tra le notti calde e i tassi di mortalità.
La mortalità nazionale per tutte le cause, infatti, risulta aumentata del 9-10% in seguito alle “notti tropicali”, definite come quelle in cui la temperatura minima è sempre rimasta sopra ai 25°C.
Il team ha esaminato 11 cause di morte: malattie cardiovascolari, cardiopatia ischemica, malattie cerebrovascolari, emorragia cerebrale, infarto cerebrale, malattie respiratorie, polmonite, broncopneumopatia cronica ostruttiva, asma, malattie renali ed età avanzata, evidenziando come l'effetto del caldo notturno sulla salute non riguardi una particolare causa di morte, ma sia fortemente associato a tutte le 11 cause esaminate.
Gli autori hanno anche riscontrato un rischio di mortalità più elevato a causa delle notti calde all'inizio dell'estate rispetto alla tarda estate, indicando il ruolo critico per l'adattamento comportamentale e fisiologico.

Caldo notturno e malattie respiratorie
Quanto ai polmoni, sono certamente tra i primi organi a risentire del caldo notturno: già lo studio giapponese ha dimostrato incrementi di mortalità pari al 9-10% per le patologie esaminate (malattie respiratorie, polmonite, broncopneumopatia cronica ostruttiva, asma), a fronte di temperature notturne superiori ai 25°C. E in più c’è l’aggravante della broncocostrizione notturna (il restringimento delle vie aeree può raggiungere anche l’8% in persone perfettamente sane), con conseguenze importanti su chi soffre di patologie respiratorie, asma e BPCO in testa.
Che fare, dunque? Urgono misure di salute pubblica che contengano le ondate di calore notturne: più alberi e più aree verdi, e più soluzioni edilizie che considerino materiali riflettenti e tetti bianchi, con l’aggiunta di avvisi pubblici che ricordino alle persone fragili l’importanza di usare ventilatori o condizionatori durante la notte, bevendo più acqua prima di coricarsi.

Il Piano Caldo targato MinSal
Quanto al Piano Caldo attivato dal Ministero della Salute, i bollettini elaborati dal Dipartimento di Epidemiologia SSR Regione Lazio nell'ambito del Sistema operativo nazionale di previsione e prevenzione degli effetti del caldo sulla salute (coordinato dal Ministero stesso) saranno pubblicati da lunedì a venerdì fino a metà settembre.
Il sistema operativo è attivo in 27 città italiane, e permette di individuare quotidianamente le condizioni meteo-climatiche dannose per la salute, avvalendosi del Sistema di sorveglianza della mortalità giornaliera (SiSMG) e del Sistema di sorveglianza degli accessi in pronto soccorso.
Dal sito del Ministero è possibile scaricare numerosi opuscoli e materiale informativo sulle ondate di calore rivolti alla cittadinanza e agli operatori del settore sanitario e socio-sanitario.
Per approfondire il tema, il sito internet del Ministero mette inoltre a disposizione una news, la pagina dedicata ai bollettini sulle ondate di calore sul portale tematico Ondate di calore, e alcuni opuscoli tra i quali - novità 2025, che si affianca alle pubblicazioni già esistenti su alimentazione e decalogo anti-caldo - quelli relativi al caldo in gravidanza e alla protezione dei più piccoli.

 

Alessandra Rozzi
Redazione Respiro.News

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