In termini tecnici si chiama “revisione della nota 99 AIFA”. In pratica è un provvedimento che semplifica, nei pazienti con broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) la prescrizione della triplice terapia inalatoria, superando la necessità del piano terapeutico specialistico per le associazioni LABA+LAMA+ICS (tre classi di farmaci broncodilatatori e antinfiammatori usati per via inalatoria), e riconoscendo il ruolo fondamentale del Medico di medicina generale (MMG) nella gestione delle patologie respiratorie croniche. Quest’ultimo d’ora in poi potrà infatti diagnosticare la malattia, impostare la terapia, adeguarla a seconda degli esiti e prendere in sostanza in carico a tutto tondo i pazienti cronici. Ancora meglio se in rapporto stretto e proficuo con pneumologi e altri specialisti.
“Finalmente nella Gazzetta Ufficiale del 24 giugno 2026, con determina n° 822/2026, vengono abrogate la scheda di valutazione e la prescrizione specialistica per la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) relativamente alla terapia inalatoria con associazioni precostituite LABA+LAMA+ICS – commenta Salvatore D’Antonio, pneumologo e Presidente dell’Associazione Pazienti BPCO e altre patologie respiratorie - La prescrivibilità, rimanendo la prerogativa ineludibile di diagnosi di BPCO con accertamento spirografico, può essere effettuata direttamente dal MMG che secondo le raccomandazioni GOLD, in caso di mancata o insufficiente risposta clinica al trattamento, verificata la compliance, la corretta tecnica inalatoria e le strategie terapeutiche non farmacologiche, potrà organizzare un’escalation della terapia, la cui strategia dipenderà dalla sintomatologia residua e dalle comorbilità, e non più dal gruppo (ABE)”, laddove ABE indica i tre possibili gruppi di appartenenza del paziente BPCO in base alle linee guida GOLD (Global Initiative for Chronic Obstructive Lung Disease), che in base alla gravità dei sintomi e al rischio di riacutizzazioni ne determinano la diversa gestione terapeutica.
Un cambiamento storico per la BPCO
Il provvedimento pubblicato in Gazzetta Ufficiale è stato fortemente voluto dalle Associazioni Pazienti, e in particolare da quella presiduta da Salvatore D’Antonio: “L’Associazione Pazienti BPCO e altre patologie respiratorie esprime viva soddisfazione per questa modifica, che permette ai pazienti e caregiver di poter accedere alle terapie senza i vincoli burocratici che in questi anni li hanno costretti a peregrinazioni e passaggi spesso resi ancora più complicati dallo stato di salute dei singoli e dalla scarsa recettività ospedaliera – dice - Ricordiamo infine che la terapia con associazione farmacologica precostituita in unico inalatore ha dimostrato una migliore gestione della patologia e una riduzione della mortalità”.
E grande soddisfazione perla novità, che diventerà esecutiva a 15 giorni dalla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, viene anche dalla SIMG, Società Italiana dei Medici di medicina generale e delle cure primarie, per cui si apre un capitolo di grande impegno e responsabilità: “Si apre una stagione nuova nella quale il medico di famiglia può accompagnare la persona con BPCO lungo la storia naturale della malattia: intercettare precocemente i soggetti a rischio, confermare il sospetto diagnostico con la spirometria, impostare e monitorare la terapia, verificare aderenza e tecnica inalatoria, promuovere cessazione del fumo, vaccinazioni e attività fisica –afferma il Presidente SIMG Alessandro Rossi – Questo non riduce il ruolo dello specialista, ma lo colloca dentro un rapporto più maturo e paritario. Pneumologo e medico di famiglia restano partner indispensabili di una presa in carico integrata, soprattutto nei quadri complessi, nelle forme severe, nelle riacutizzazioni ricorrenti e quando siano necessari approfondimenti di secondo livello”.
Secondo il Presidente SIMG, la novità procedurale porterà con sé miglioramenti importanti anche sul fronte delle sottodiagnosi, che in particolare nel caso di BPCO è un fenomeno imponente, cui si imputa in buona parte la terza posizione nella classifica globale di mortalità detenuta dalla patologia. “È tempo di agire – prosegue infatti Rossi - portare la spirometria nelle cure primarie, cercare attivamente i pazienti non diagnosticati, trattare tempestivamente e provare, con continuità e competenza, a modificare la traiettoria della malattia”.
Contestualmente alla modifica, AIFA ha reso noto l'ammontare della spesa complessiva per i farmaci soggetti alla nota 99 nel 2024: 583,59 milioni, con un incremento pari all'1,34% rispetto all'anno precedente.
Alessandra Rozzi
Redazione Respiro News






